La rappresentazione del tempo nel linguaggio

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Bibliográfalaš dieđut
Váldodahkki: Bonomi, Andrea
Materiálatiipa: Online
Giella:itáliagiella
Almmustuhtton: Milano University Press 2024
Fáttát:
Liŋkkat:https://directory.doabooks.org/handle/20.500.12854/138763
Fáddágilkorat: Lasit fáddágilkoriid
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spelling doab-20.500.12854ir-1387632024-09-23T15:13:35Z La rappresentazione del tempo nel linguaggio Bonomi, Andrea Temporality Language Semantics Fiction thema EDItEUR::Q Philosophy and Religion::QD Philosophy::QDT Topics in philosophy Published Nella percezione del mondo attorno a noi un ruolo fondamentale è svolto dalle nozioni temporali, che ci permettono per esempio di percepire un particolare evento come qualcosa che è già accaduto, che sta accadendo o che accadrà. È allora naturale chiedersi come le diverse dimensioni del tempo vengono rappresentate nel linguaggio: un problema, questo, che è stato al centro di studi condotti in ambiti disciplinari diversi, che vanno dalla filosofia alla linguistica, dalla logica alla psicologia, solo per citare i più noti, spesso richiamati nel corso dell’esposizione. L’analisi condotta in queste pagine è di tipo semantico, nel senso che cerca di individuare il significato delle costruzioni linguistiche attraverso le quali esprimiamo la nostra capacità di cogliere l’ordine temporale degli eventi rappresentati. L’impianto formale adottato permette di analizzare con rigore l’insieme di problemi che hanno caratterizzato la riflessione sulla natura delle espressioni temporali e gli interrogativi corrispondenti, come quelli che riguardano la durata del presente o la rappresentazione di stati di cose che hanno cessato d’essere, o che devono ancora accadere. D’altra parte, per rendere l’analisi più accessibile al lettore che non ha familiarità con gli strumenti adottati in questo studio, ogni singola formula è accompagnata dalla sua traduzione in un linguaggio più intuitivo. Il capitolo finale è dedicato al problema della struttura temporale della narrazione nel caso di romanzi, racconti e in genere di contesti che sembrano presupporre un ordine delle cose alternativo a quello della realtà che ci circonda. 2024-06-12T12:27:03Z 2024-06-12T12:27:03Z 2024-06-11 book 979-12-5510-117-8 979-12-5510-122-2 979-12-5510-124-6 https://directory.doabooks.org/handle/20.500.12854/138763 ita Filosofia e Scienze Umane image/jpeg Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International https://libri.unimi.it/index.php/fsu/catalog/view/166/588/1602 Milano University Press Milano University Press 10.54103/fsu.166 Nella percezione del mondo attorno a noi un ruolo fondamentale è svolto dalle nozioni temporali, che ci permettono per esempio di percepire un particolare evento come qualcosa che è già accaduto, che sta accadendo o che accadrà. È allora naturale chiedersi come le diverse dimensioni del tempo vengono rappresentate nel linguaggio: un problema, questo, che è stato al centro di studi condotti in ambiti disciplinari diversi, che vanno dalla filosofia alla linguistica, dalla logica alla psicologia, solo per citare i più noti, spesso richiamati nel corso dell’esposizione. L’analisi condotta in queste pagine è di tipo semantico, nel senso che cerca di individuare il significato delle costruzioni linguistiche attraverso le quali esprimiamo la nostra capacità di cogliere l’ordine temporale degli eventi rappresentati. L’impianto formale adottato permette di analizzare con rigore l’insieme di problemi che hanno caratterizzato la riflessione sulla natura delle espressioni temporali e gli interrogativi corrispondenti, come quelli che riguardano la durata del presente o la rappresentazione di stati di cose che hanno cessato d’essere, o che devono ancora accadere. D’altra parte, per rendere l’analisi più accessibile al lettore che non ha familiarità con gli strumenti adottati in questo studio, ogni singola formula è accompagnata dalla sua traduzione in un linguaggio più intuitivo. Il capitolo finale è dedicato al problema della struttura temporale della narrazione nel caso di romanzi, racconti e in genere di contesti che sembrano presupporre un ordine delle cose alternativo a quello della realtà che ci circonda. 10.54103/fsu.166 6248ff0f-e85a-4c84-b1c8-9820a67d3d31 979-12-5510-117-8 979-12-5510-122-2 979-12-5510-124-6 Milano University Press 232 Milano open access
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