I conti col Novecento
This volume deals with the political, legal and cultural issue of the recognition and denial of mass violence. But instead of dealing with the issue in general, it focuses on a specific issue, the one that arose at the turn of the 1980s and 1990s, with recognizable anticipations already in the previ...
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| Autors principals: | , , , , , , , , , , , |
|---|---|
| Format: | Online |
| Idioma: | italià |
| Publicat: |
Milano University Press
2025
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| Matèries: | |
| Accés en línia: | https://directory.doabooks.org/handle/20.500.12854/163278 |
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|---|---|
| author | Pisanty, Valentina Beonio Brocchieri, Vittorio Giglioli, Daniele Lavorio, Agata Carati, Andrea Giunchi, Elisa Miorandi, Arianna Vitale, Alessandro Fiamingo, Cristiana Dornetti, Filippo Dossi, Simone Colombo, Alessandro |
| author_browse | Beonio Brocchieri, Vittorio Carati, Andrea Colombo, Alessandro Dornetti, Filippo Dossi, Simone Fiamingo, Cristiana Giglioli, Daniele Giunchi, Elisa Lavorio, Agata Miorandi, Arianna Pisanty, Valentina Vitale, Alessandro |
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| author_sort | Pisanty, Valentina |
| collection | Directory of Open Access Books |
| description | This volume deals with the political, legal and cultural issue of the recognition and denial of mass violence. But instead of dealing with the issue in general, it focuses on a specific issue, the one that arose at the turn of the 1980s and 1990s, with recognizable anticipations already in the previous decade and even more impressive fallout in the following decades. This historical and political entrenchment is the topic of the first part of the book. Which revolves around two closely associated questions. First, and foremost: what can explain the emergence of a new sensibility for “mass violence” (past and present) starting in the 1980s and 1990s - but with significant and, arguably, decisive precedents already in the previous decade? And what made this rewriting of the memory of the past and this growing sensitivity to the mass violence of the present take the characteristic form they have taken, structuring themselves around the three typical subjectivities of victim, perpetrator and savior? Instead, the second part of the volume turns to some historical cases of this post-twentieth-century reworking of the recognition and denial of mass violence, different from each other not only in historical location but also in the ways in which they rethink the past. |
| format | Online |
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| language | ita |
| publishDate | 2025 |
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| publisher | Milano University Press |
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First, and foremost: what can explain the emergence of a new sensibility for “mass violence” (past and present) starting in the 1980s and 1990s - but with significant and, arguably, decisive precedents already in the previous decade? And what made this rewriting of the memory of the past and this growing sensitivity to the mass violence of the present take the characteristic form they have taken, structuring themselves around the three typical subjectivities of victim, perpetrator and savior? Instead, the second part of the volume turns to some historical cases of this post-twentieth-century reworking of the recognition and denial of mass violence, different from each other not only in historical location but also in the ways in which they rethink the past. Published Il volume riguarda il nodo politico, giuridico e culturale del riconoscimento e del diniego delle violenze di massa. Ma, invece di trattare la questione in generale, si concentra su una questione specifica, quella sorta a cavallo tra gli anni Ottanta e anni Novanta del secolo scorso, con anticipazioni riconoscibili già nel decennio precedenti e ricadute ancora più imponenti nei decenni successivi. Questo radicamento storico e politico è il tema della prima parte del libro. Che ruota attorno a due interrogativi strettamente associati tra loro. Intanto, e prima di tutto: che cosa può spiegare l’emergere di una nuova sensibilità per le “violenze di massa” (passate e presenti) a partire dagli anni Ottanta e Novanta del Novecento – ma con precedenti significativi e, probabilmente, decisivi già nel decennio precedente? E che cosa ha fatto sì che questa riscrittura della memoria del passato e questa crescente sensibilità alle violenze di massa del presente prendessero la forma caratteristica che hanno preso, strutturandosi attorno alle tre soggettività tipiche della vittima, del carnefice e del salvatore? La seconda parte del volume si rivolge, invece, ad alcuni casi storici di questa rielaborazione post-novecentesca del riconoscimento e del diniego delle violenze di massa, diversi tra loro non soltanto per collocazione storica ma anche per le modalità di ripensamento del passato. 2025-08-01T07:59:50Z 2025-08-01T07:59:50Z 2025-07-31 book 979-125-510-289-2 979-125-510-294-6 979-125-510-296-0 https://directory.doabooks.org/handle/20.500.12854/163278 ita image/jpeg Attribution-ShareAlike 4.0 International https://libri.unimi.it/index.php/milanoup/catalog/view/216/905/2435 Milano University Press Milano University Press doi.org/10.54103/milanoup.216 Il volume riguarda il nodo politico, giuridico e culturale del riconoscimento e del diniego delle violenze di massa. Ma, invece di trattare la questione in generale, si concentra su una questione specifica, quella sorta a cavallo tra gli anni Ottanta e anni Novanta del secolo scorso, con anticipazioni riconoscibili già nel decennio precedenti e ricadute ancora più imponenti nei decenni successivi. Questo radicamento storico e politico è il tema della prima parte del libro. Che ruota attorno a due interrogativi strettamente associati tra loro. Intanto, e prima di tutto: che cosa può spiegare l’emergere di una nuova sensibilità per le “violenze di massa” (passate e presenti) a partire dagli anni Ottanta e Novanta del Novecento – ma con precedenti significativi e, probabilmente, decisivi già nel decennio precedente? E che cosa ha fatto sì che questa riscrittura della memoria del passato e questa crescente sensibilità alle violenze di massa del presente prendessero la forma caratteristica che hanno preso, strutturandosi attorno alle tre soggettività tipiche della vittima, del carnefice e del salvatore? La seconda parte del volume si rivolge, invece, ad alcuni casi storici di questa rielaborazione post-novecentesca del riconoscimento e del diniego delle violenze di massa, diversi tra loro non soltanto per collocazione storica ma anche per le modalità di ripensamento del passato. doi.org/10.54103/milanoup.216 6248ff0f-e85a-4c84-b1c8-9820a67d3d31 979-125-510-289-2 979-125-510-294-6 979-125-510-296-0 Milano University Press 200 Milano open access |
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