Diplomazia e "rivoluzione"
Durante la Guerra fredda, si osservano in America latina tre processi politici volti a profondi cambiamenti: quello voluto dal governo Arbenz in Guatemala (1951–54), la rivoluzione, poi il regime di Castro a Cuba (dal 1959) e quello promosso dal governo Allende in Cile (1970–73). Anche in Svizzera,...
Uloženo v:
| Hlavní autor: | |
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| Médium: | Online |
| Jazyk: | italština |
| Vydáno: |
Diplomatische Dokumente Schweiz
2026
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| Témata: | |
| On-line přístup: | https://directory.doabooks.org/handle/20.500.12854/174481 |
| Tagy: |
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| Shrnutí: | Durante la Guerra fredda, si osservano in America latina tre processi politici volti a profondi cambiamenti: quello voluto dal governo Arbenz in Guatemala (1951–54), la rivoluzione, poi il regime di Castro a Cuba (dal 1959) e quello promosso dal governo Allende in Cile (1970–73). Anche in Svizzera, queste mutazioni interrogano le autorità e la diplomazia che le interpretano, prima di agire, a contatto di numerosi attori politici, economici, mediatici e della società civile. Intrecciando le storie nazionali interne con il quadro delle relazioni internazionali, emerge una psicosi ossessiva dell’élite diplomatica, che ignora la volontà di decolonizzazione economica in America latina per intravedervi, invece, un complotto comunista su scala mondiale. Nello sguardo euro-centrico e allineato agli USA di molti rappresentanti elvetici, le nuove rivendicazioni nella regione appaiono come un pericolo per il benessere della Svizzera o per l’esistenza stessa della civilizzazione occidentale. Ne consegue il rigetto ufficioso della rivoluzione cubana e il sostegno latente ai colpi di Stato subiti dai governi democratici di Arbenz e di Allende. Benché minoritarie, emergono con forza anche diverse visioni discordanti. |
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