Morto senza onore
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| 第一著者: | |
|---|---|
| フォーマット: | Online |
| 言語: | イタリア語 |
| 出版事項: |
Viella editrice
2026
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| 主題: | |
| オンライン・アクセス: | https://directory.doabooks.org/handle/20.500.12854/178018 |
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| author | Cappellano, Filippo |
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| collection | Directory of Open Access Books |
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| publisher | Viella editrice |
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| spelling | doab-20.500.12854ir-1780182026-06-24T12:28:43Z Morto senza onore Cappellano, Filippo thema EDItEUR::N History and Archaeology Published Nel corso della prima guerra mondiale, la durissima disciplina militare voluta dal Comando supremo condusse soldati italiani a fucilare altri soldati italiani. Fu una vicenda tragica, che pose enormi questioni di lealtà. Alcuni furono condannati in seguito all’operato di regolari tribunali militari, altri per sentenza di tribunali straordinari e speditivi, altri ancora per semplice decisione dei comandanti con fucilazioni sommarie, altri infine perché sottoposti a brutali decimazioni. Si veniva fucilati per insubordinazione, per diserzione, per resa al nemico: ma non tutti gli incolpati dello stesso capo d’accusa conobbero la stessa sorte, aggiungendo aleatorietà alla drammaticità. La pratica di intimidire i propri stessi soldati per mantenere la disciplina e lo sforzo bellico era comune ad altri eserciti della Grande guerra. Ma in Italia, proporzionalmente, si fucilò di più. Con queste fucilazioni il vertice militare voleva imporre l’assoluta necessità di continuare a combattere, anche se la vita nelle trincee era terribile, anche se gli assalti frontali sembravano logorare gli attaccanti non meno dei difensori, anche se gli scopi della guerra italiana non venivano spiegati alla truppa o parevano non essere condivisi da gran parte del Paese. Per primo Filippo Cappellano annota meticolosamente episodio dopo episodio, fucilazione dopo fucilazione, producendo un elenco di oltre novecento nominativi. La sua è la prima grande ricerca condotta nei maggiori archivi nazionali per dare un nome e un cognome ai soldati fucilati “per l’esempio” e per inquadrare questa vicenda nella questione più generale della giustizia militare e dell’impostazione politica della guerra italiana. Talora, la loro fine fu registrata con una sola annotazione: «Morto senza onore». 2026-06-24T12:28:39Z 2026-06-24T12:28:39Z 2026-06 book 9791257012250 https://directory.doabooks.org/handle/20.500.12854/178018 ita Centro interuniversitario di studi e ricerche storico-militari application/pdf n/a https://www.viella.it/download/8957/c327658c55ad/cappellano-morto-senza-onore-t-1-2.pdf Viella editrice Viella 10.52056/ 9791257012267 Nel corso della prima guerra mondiale, la durissima disciplina militare voluta dal Comando supremo condusse soldati italiani a fucilare altri soldati italiani. Fu una vicenda tragica, che pose enormi questioni di lealtà. Alcuni furono condannati in seguito all’operato di regolari tribunali militari, altri per sentenza di tribunali straordinari e speditivi, altri ancora per semplice decisione dei comandanti con fucilazioni sommarie, altri infine perché sottoposti a brutali decimazioni. Si veniva fucilati per insubordinazione, per diserzione, per resa al nemico: ma non tutti gli incolpati dello stesso capo d’accusa conobbero la stessa sorte, aggiungendo aleatorietà alla drammaticità. La pratica di intimidire i propri stessi soldati per mantenere la disciplina e lo sforzo bellico era comune ad altri eserciti della Grande guerra. Ma in Italia, proporzionalmente, si fucilò di più. Con queste fucilazioni il vertice militare voleva imporre l’assoluta necessità di continuare a combattere, anche se la vita nelle trincee era terribile, anche se gli assalti frontali sembravano logorare gli attaccanti non meno dei difensori, anche se gli scopi della guerra italiana non venivano spiegati alla truppa o parevano non essere condivisi da gran parte del Paese. Per primo Filippo Cappellano annota meticolosamente episodio dopo episodio, fucilazione dopo fucilazione, producendo un elenco di oltre novecento nominativi. La sua è la prima grande ricerca condotta nei maggiori archivi nazionali per dare un nome e un cognome ai soldati fucilati “per l’esempio” e per inquadrare questa vicenda nella questione più generale della giustizia militare e dell’impostazione politica della guerra italiana. Talora, la loro fine fu registrata con una sola annotazione: «Morto senza onore». 10.52056/ 9791257012267 d7d99115-b941-47a4-8a2a-79c3530a4795 9791257012250 Viella 35 Italy open access |
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